Ora vi spiego
Ecco, se arriverò all’età del sorpasso avrò forse una visione più chiara di tutto questo. Perché per ora io non sono altro che il figlio. Orfano di padre, orfano di madre, ma pur sempre figlio. E come figlio sento ancora quella tensione che naturalmente si crea nei confronti dei propri genitori: quel “fattele dire le cose, che noi ne abbiamo viste più di te”, quel “dai retta a mamma e a papà, che hanno più esperienza”. Non avendo figli, non posso controbattere. Poco importa che i miei genitori siano morti. Quel tipo di insegnamento è ancora vivo. Perché io sono più piccolo di loro. Io ho trentacinque anni. Non ho conosciuto i loro quaranta, i loro cinquanta, i loro sessanta in cui si sono ammalati e sono morti. Ma quando avrò quarant’anni potrò dire, ecco padre, ecco madre, ora conosco quest’età che anche voi avete conosciuto, ed è la mia parola contro la vostra; quando avrò cinquant’anni potrò dire, ecco padre, ecco madre, ora conosco quest’età che anche voi avete conosciuto, ed è la mia parola contro la vostra; quando avrò sessant’anni potrò dire, ecco padre, ecco madre, ora conosco quest’età che anche voi avete conosciuto, e non sono morto, ed è la mia parola contro la vostra.
Se toccherò l’età del sorpasso, se supererò i sessantatré di mio padre e i sessantanove di mia madre, se toccherò i settanta potrò finalmente dire, ecco padre, ecco madre, ora conosco un’età che per voi è un mistero. Ora è solo la mia parola. Ora vi spiego.
(Federico Platania, “Bambini esclusi”, Fernandel 2012)