like falling stars
antonio koch is still breathing

Chandler

Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del “Dancers”. Il custode del parcheggio aveva portato fuori la macchina e continuava a tenere lo sportello aperto perché Terry Lennox lasciava penzolare il piede sinistro come se avesse dimenticato di possederlo. Aveva un volto giovanile, ma i capelli di un bianco calcinato. Bastava guardarlo negli occhi per capire ch’era saturo d’alcol fino alla radice dei capelli, ma per il resto aveva l’aria di un qualsiasi simpatico giovanotto in abito da sera che si fosse lasciato vuotare il portafogli in un locale esistente solo a tale scopo.
Gli sedeva accanto una giovane donna. Una donna dalla chioma d’una bella sfumatura tizianesca, dal sorriso remoto sulle labbra; le fasciava le spalle un mantello di visone azzurro che quasi faceva sembrare la Rolls Royce un’automobile come tutte le altre. Quasi, ma non del tutto. Nulla può riuscirvi.
Il custode del parcheggio era il solito tipo piuttosto volgare, con la giacchetta bianca e il nome del ristorante ricamato in rosso sul davanti. Cominciava ad averne abbastanza.
“Sentite, signore,” disse con una punta di impazienza nella voce, “vi spiacerebbe molto tirar dentro la gamba in modo che possa chiudere lo sportello? Oppure devo spalancarlo e lasciarvi cadere?”
La ragazza gli scoccò un’occhiata che avrebbe dovuto trafiggerlo e fuoriuscirgli di almeno dieci centimetri dietro la schiena.

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