Oggi ho venduto i libri di Wallace, quello del tennis, Verso Occidente, la ragazza, la scopa, brevi interviste che me l’hanno preso anche con alcune pagine staccate, incredibile, di solito sono molto pignoli, il re pallido me lo sono dovuto tenere, troppo messo male, la copertina scarabocchiata, poi cosa c’era, basta credo, ah sì quello di Lipsky, come essere se stessi, o come diventare, non mi ricordo già più, e poi naturalmente 2666, oggi, oggi, oggi è un grande giorno
A + a = Ah!
tra le molte cose che non ho mai imparato c’è
come e quanto baciarti in macchina prima di
scendere (se non sono al volante)
(se sono al volante è tutto più facile
perché non devo scendere)
in che modo metterti la mano sulla testa
a che velocità scompigliarti i capelli
(i capelli sono sempre grosso motivo di
distrazione)
scegliere fra labbro inferiore o superiore
quanto indugiare dopo aver aperto lo sportello
i tuoi occhi fanno più rumore dei tergicristalli
la gente che passa di lato sembra che abbiano tutti
tre piedi ciascuno invece di due
e inaspettatamente la parte più difficile è
staccare il pollice dalla tua guancia
il palmo dal collo
e dire che ho già un piede fuori e mi piove sul calzino
lo vedo là, a qualche centinaio di chilometri
e un bel po’ più in basso
Pause di forza maggiore
(work in progress) (il computer serve da un certo punto in poi) (fino a quel punto altre cose) (mollare) (no macchine (automobili)) (no rosso) (no automobili rosse) (no veicoli) (terra in tutti i sensi) (no acqua) (no acqua per il momento)
Cara Sabrina,
(molla e lavora su quello che rimane) (è sempre troppo) (discese) (anche le salite: discese) (soprattutto le salite: già salite: ora discesa) (pensa alla discesa soprattutto quando vai in salita) (stai nel mezzo) (togli i lati e stai nel mezzo)
Adesso potete ridere
Poi Kieślowski disse qualcosa all’interprete e l’interprete disse qualcosa al tizio della cineteca e il tizio della cineteca disse che l’incontro era finito ma se qualcuno aveva altre cose da chiedere il Maestro avrebbe risposto volentieri. Una studentessa prese la parola e chiese spiegazioni sul metodo di lavoro adottato da Kieślowski e Piesiewicz per scrivere una sceneggiatura. È molto semplice, disse Kieślowski, ci troviamo nel suo studio di avvocato dove c’è un divano molto comodo. Poi comincio a scrivere qualcosa mentre Piesiewicz fa un pisolino sul divano. Poi Piesiewicz si sveglia e legge quello che ho scritto, e io, che nel frattempo mi è venuto sonno, mi sdraio sul divano e mi addormento. Mentre dormo Piesiewicz aggiunge delle cose a quello che ho scritto. Quando mi sveglio leggo quello che ha scritto e lui, affaticato dalla scrittura, torna a riposarsi sul divano e io vado avanti col lavoro. E così via. Il grosso del pubblico era andato via, la sala era mezza vuota e immersa nel silenzio. Adesso potete ridere, disse Kieślowski.

upgrade
Quella sera, mentre lavorava sulla porta del bar, si divertì a immaginare un tempo a due velocità, un tempo molto lento dove le persone e gli oggetti si muovevano in modo quasi impercettibile, e l’altro molto rapido dove tutto, anche le cose inerti, scintillavano per la velocità. Il primo si chiamava Paradiso, il secondo Inferno, e l’unica cosa che voleva Arcimboldi era non vivere mai in nessuno dei due.
Roberto Bolaño, 2666
stravolto
ti temo perché
mi fai perder la testa
e temo me stesso
quando perdo la testa
perciò
cerco di cercarti il meno possibile
perché se ci troviamo
poi partiamo
e chissà dove andiamo
e chissà dove andiamo
e chissà dove andiamo

